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Monte Piana

Cos’è OcchioCotto? Cerchiamo di rispondere, partendo da lontano.

Dunque, ho una strana e selettiva forma di collezionismo: accumulo carte topografiche per escursionisti. Le mie preferite sono le carte Tabacco, che coprono tutte le Alpi orientali e le Dolomiti, ma ne ho altre, per quelle montagne che non hanno la fortuna di essere incluse in quest’area. A volte le regalo, persino.

Le nostre carte, mie e del Marito, occupano un riquadro della libreria del soggiorno, insieme ai libri di favole montanare e alle guide escursionistiche. Il riquadro è ormai pieno ma questo non mi impedisce di procurarmi ogni anno nuove carte e progettare su di esse i prossimi giri, da annotare poi sul quaderno delle escursioni, il mio Diario Montano.

Il Diario Montano nasce il primo anno in cui sono andata in vacanza con il Marito sulle Dolomiti. Non era mio marito allora, eravamo ancora due giovani di belle speranze: lui innamorato dei sassi rosa, io abituata alle ben più scarse alture appenniniche, dove la mia famiglia ha la fortuna di avere una casa in cui trascorro un po’ di vacanze sin dall’infanzia. Ebbene lui mi portò in Alta Badia, che frequentava sin da bambino, d’estate e d’inverno. Non avevo mai visto montagne così belle e chiaramente da allora non abbiamo mai mancato un anno, neanche in pandemia.

Certo, abbiamo cambiato paese, valle e regione, ci siamo spostati anche per vedere più cime possibile. Siamo andati a vedere la Val d’Aosta, per sentirci piccoli piccoli davanti al Gran Paradiso. Ma ogni anno torniamo sempre a guardare i sassi rosa, appena capita l’occasione. E le pagine del Diario Montano si riempiono di nuovi sentieri che man mano vengono adattati alla famiglia, perché nel frattempo ci siamo anche riprodotti.

In breve: noi andiamo in giro a piedi, io mi scrivo i percorsi, tengo i tempi e faccio qualche foto, ed ecco che tutto resta ad imperitura memoria su carta e schermo. Così poi quando dobbiamo trovare al volo quel giro in quel posto particolare, non ci casco più nella trappola più vecchia del mondo: tranquilla, è un giro facilissimo, in un paio d’ore sei su e la salita non è gran ché!

IMPORTANTE!

Non sono una guida alpina! E nemmeno una guida escursionistica per principianti. Non lo faccio di lavoro, non porto in giro nessuno a pagamento né ho intenzione di farlo in futuro. Questi sono solo i miei appunti di viaggio, conditi con qualche foto e qualche precisazione su tempistiche e info di servizio. C’è anche una piccola legenda con alcune informazioni utili, più che altro perché non voglio essere fraintesa mentre parlo di cose che per me sono normali ma che magari non sono così ovvie per chi non frequenta spesso la montagna. Leggete tutto come si legge un diario. E scrivetemi se avete dubbi e domande o se c’è qualcosa di poco chiaro.

Perché OcchioCotto?

In realtà per nessuna ragione: mi serviva un nome abbastanza riconoscibile e ho pescato nel meraviglioso mondo dell’ornitologia che da sempre mi affascina. Ecco quindi a voi la bestiola che ha ispirato nome e logo del blog.

Occhiocotto (Sylvia melanocephala) Di Andreas Trepte - Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6530319
Di Andreas Trepte – Opera propria, CC BY-SA 2.5

L’Occhiocotto (Sylvia melanocephala) è un piccolo silvide presente nel bacino mediterraneo e quindi anche in Italia in buona quantità. È grande poco meno di un passero ed il maschio si presenta con quest’inquietante escrescenza rossa attorno all’occhio. Carino vero? E poi non so, quel nome mi evoca subito l’immagine di chi resta una giornata davanti alla tv a fare la binge watching di Breaking Bad oppure passa 14 ore al computer a giocare a CivilisationVI: ho percepito affinità. Se volete saperne di più, correte a documentarvi sui silvidi!

Chi sono

Chi sono? Dunque, OcchioCotto è un prodotto di @isolafenice, al secolo Eleonora Bernardi. Ciao, dunque!

Sono nata nel 1985 a Bologna, città dove vivo, e sono una grafica freelance con una formazione da storica e archeologa, un lavoro che ho svolto per quasi 10 anni. Ecco perché ogni tanto in mezzo alle descrizioni dei giri troverete cenni storici inerenti ai luoghi. Una volta entrati nel tunnel dell’archeologia non se ne esce più.

Ho un Marito che programma al computer, una Tata di 6 anni che inizia a dare soddisfazioni sul sentiero e un Oggetto più piccolo, che cammina ma viene ancora portato in giro a spalla. Ho anche un grosso Gattone con un suo profilo social.

Per qualunque domanda vi venga in mente, lasciate un commento sotto ai post oppure scrivete feniceisola at gmail.com. Risponderò appena possibile.

Ah, benvenuti su OcchioCotto.