#diariomontano04

Oggi facciamo un giro molto interessante d’inverno perché percorribile a piedi, mentre in estate si può arrivare a pochi metri dal rifugio con l’auto, quindi varrebbe la pena di utilizzare il parcheggio più in alto come base di partenza. E prima o poi lo faremo, senza dubbio.

Dunque, Dolomiti del Comelico. Parlerò spesso del Comelico, lo trovo interessante e poco battuto rispetto ad altre mete più classiche e relativamente vicine. Inoltre è ricco di storia di guerra, anche se meno nota del leggendario Lagazuoi o del Monte Piana. Il Comelico è l’ultima valle veneta prima dell’Austria, con cui confina, più lontano forse da raggiungere e più isolato rispetto ad altre mete, ma ricco di bellezza. E dopo il disastro del 2018 è ancora più importante andarci e trascorrere lì qualche giorno.

Costa
Rifugio De Dòo
Monte Zovo

Difficoltà Facile
Tempo di percorrenza 2h30 (salita)
Dislivello in salita 550 metri
Sentieri Strada asfaltata e sterrata, 165a
Carta Tabacco 017 DOLOMITI DI AURONZO E DEL COMELICO 1:25.000
Rifugi Rifugio De Dòo

Winter Trip

Per questa passeggiata partiamo da San Nicolò Comelico, un paese a metà della valle che da Santo Stefano di Cadore si inerpica verso il Passo di Monte Croce. Più precisamente lasciamo l’auto a Costa, una frazione sopra San Nicolò, nei pressi di un bivio da cui si dipartono due strade: una a sinistra che costeggia il torrente ed è classificata come panoramica, mentre l’altra, a destra, si snoda in salita ad ampi tornanti, indicando appunto la direzione del Rifugio De Dòo, meta del nostro giro.

Si può collocare la macchina anche lungo questa strada, più in alto, nei pressi di quella che era la stalla sociale, indicata sulla mappa, e ora in stato di abbandono, ma se i tornanti sono ghiacciati, a causa della forte pendenza in curva mi sento di sconsigliarlo. Ho visto slittare anche dei fuoristrada.

Salita al Rifugio De Dòo

Sulla strada per il Monte Zovo
Da ogni paese del Comelico ne vedi almeno altri tre

Lasciamo la macchina sull’asfalto pulito dunque, e partiamo seguendo la strada, l’unica che va decisamente verso l’alto, e pertando impossibile da mancare. Mettiamo nello zaino i Tata e gli immancabili ramponcini e partiamo, al sole, attraverso i prati.

Info

Consiglio per questi sentieri di avere con voi i ramponcini da neve (quelli da escursione, non quelli da alpinismo), per ogni evenienza. Se in salita si può farne a meno, in discesa sono decisamente utili e prevengono dalle cadute, soprattutto se si portano zaini pesanti con dentro bambini.

Dopo qualche tornante aperto ecco che arriviamo alla stalla sociale e da qui la strada entra nel bosco, in ombra. Se c’è neve o se è nevicato da un po’, è facile trovare del ghiaccio, e noi lo troviamo subito. Ci fermiamo quindi un momento a mettere i ramponcini e a mangiare la cioccolata, e poi ripartiamo.

Dopo un altro breve tratto di strada arriviamo in vista di una casa da cui parte, su richiesta e in caso di neve, il servizio motoslitte organizzato dal rifugio, utile per chi ha bambini di età medio-piccola. Si può comunque proseguire per la strada, facendo attenzione al passaggio della motoslitta. E noi proseguiamo, chi ci ammazza a noi.

I tornanti sono frequenti ma la pendenza è media ed è costante, senza pause: ci apriamo le giacche e ci spogliamo un po’, beviamo, mangiamo altra cioccolata. L’unica che sta una favola è la Tata che ride ogni volta che passa un cane.

Sulla strada per il Monte Zovo
Che flare

Quando cominciamo a vedere che gli alberi si fanno più bassi e scorgiamo il cielo dietro le chiome intuiamo che non manca molto. E quando dico “intuiamo” intendo “intuisco” perché il Marito è obnubilato dal caldo e dal sudore e guarda ormai solo i suoi scarponi (13kg sono tanti e noi siamo bolsi, si sa).

Comunque, la strada spiana leggermente e passiamo vicino ad uno spiazzo con alcuni cartelli in cui possiamo riconoscere il parcheggio estivo. Da qui la strada prosegue sterrata e chiusa (anche d’estate) verso destra, tra pascoli e piccole macchie di abeti, fino al rifugio De Dòo.

Al Rifugio

Questo rifugio, che non è indicato sulla nostra mappa (edizione del 2015), è di recente costruzione, tutto in legno, con porticato e posti letto. Si trova sul tracciato della Pedalonga, una competizione ciclistica importante per lo sport di montagna, ed è meta intermedia per lo scialpinismo.

La gestione è giovane e molto curata nel dettaglio ed il cibo è ottimo (da provare i canederli schiacciati su letto di cavolo cappuccio). Vale sicuramente una sosta: la vista meravigliosa a 360 gradi ripaga di tutta la fatica e anche la bimba, ingessata nella sua tuta da sci un po’ grande, riesce a godersi la sgambata sulla neve davanti alla casa.

Info

Se state meditando in merito ad una notte invernale in un rifugio comodo ma piacevole, il Rifugio De Dòo si presta alla grande. Noi sicuramente lo terremo presente per il futuro: svegliarmi con queste cime di fronte e poterle ammirare nella luce del tramonto deve essere meraviglioso.

Rifugio De Dòo
Al Rifugio De Dòo

Salita al Monte Zovo

Per concludere la passeggiata non ci resta che salire altri 100 metri scarsi, seguendo le indicazioni per il sentiero 165a, per contemplare il panorama dal tetto del Monte Zovo (1937 metri), dove troveremo una Madonna e una vista completa su Crode dei Longerin e Cresta Carnica a nord e Dolomiti di Santo Stefano, Marmarole e Crode di Padola a sud. Uno spettacolo impressionante e facilmente ammirabile.

Info

Oltre il rifugio il sentiero non è battuto, pertanto se c’è molta neve oppure è nevicato di recente, consiglio le ciaspe, anche se quando è molto freddo si può salire con ramponcini e bacchette, pestando le impronte di chi è già passato. Per andare in cima al Monte Zovo potremmo dover attraversare degli accumuli di neve anche molto alti, a seconda di come il vento ha lavorato, quindi senza attrezzatura può non essere una buona idea.

Prestare sempre anche attenzione al rischio valanghe indicato dal bollettino meteo della zona, diffuso nei punti di informazione turistica e su internet, e sicuramente appeso nella bacheca del rifugio. Chiedete lumi, se avete dei dubbi. Il panorama è stupendo anche da qui, non vale mai la pena rischiare.

Baracca sul sentiero del Monte Zovo
Ci dormirei anche, se non fosse un po' angusto

Tra il rifugio e la cima del monte, a lato strada, ci imbattiamo in una piccola casetta di legno con un’insegna che ne ricorda la costruzione a fine 1800. Entro, la porta è aperta. Trovo un tavolaccio con due panche e una cucina economica a legna. Suppongo si tratti di un rifugio per pastori, dove probabilmente potevano mangiare e riposare al coperto, nelle giornate di pioggia. Questa deve essere stata conservata come testimonianza di un’epoca che non c’è più.

Info

Al De Dòo si può giocare con lo slittino o il bob, poiché c’è un pratone dolcemente inclinato proprio sotto alla casa, ma si può anche scendere con lo slittino fino alla strada, facendo sempre attenzione a non farsi investire dalle motoslitte.

Vista dalla cima del Monte Zovo
Da Monte Zovo verso est

Siamo venuti a conoscenza di questo luogo grazie ad una famiglia incontrata sul sentiero per Malga Maraia: una famiglia del posto che ce lo ha consigliato per un escursione facile, da fare anche con la bambina nello zaino, e a questa famiglia dobbiamo dire grazie perché è stata senza dubbio una bellissima scoperta.

Sulla strada del ritorno
San Nicolò viola

Tempistiche

Il tempo di salita totale, fino alla cima del monte, è stato di circa 2 ore e mezza, quindi per la discesa contate un’ora in meno, grossomodo. Ma godetevi il tramonto viola, se vi capita.

Se vi piacciono le gite invernali, andate a guardare cosa c’è sotto le freccine, magari sarete in zona quest’inverno.

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