#diariomontano00

Cos’è OcchioCotto? Cerchiamo di rispondere, partendo da lontano.

Dunque: ho una strana e selettiva forma di collezionismo: accumulo carte topografiche per escursionisti. Le mie preferite sono le carte Tabacco, che coprono tutte le Alpi orientali e le Dolomiti, ma ne ho altre, per quelle montagne che non hanno la fortuna di essere incluse in quest’area. A volte le regalo, persino.

Le nostre carte, mie e del Marito, occupano una piccola mensola in camera da letto, accanto ai libri di favole montanare e alle guide escursionistiche. La mensola è piena, appena si prende fuori qualcosa l’equilibrio crolla e le carte finiscono in terra, ma va bene così. Ci deve stare tutto sulla mensola, compreso il quaderno delle escursioni, il mio Diario Montano.

Il Diario Montano nasce il primo anno in cui sono andata in vacanza con il Marito sulle Dolomiti. Non era mio marito allora, eravamo ancora due giovani di belle speranze. Lui era innamorato dei sassi rosa, mentre io ero abituata alle dolci alture appenniniche, dove la mia famiglia ha una casa in cui vado sin dall’infanzia. Lui mi portò in Alta Badia, che frequentava già da bambino, anche d’inverno. Sono rimasta folgorata, ovviamente. Avevo già visto le Dolomiti, seppur da più in basso, ma camminarci dentro fu un’altra cosa. Non abbiamo mai mancato un anno, da allora.

Certo, abbiamo cambiato paese, valle e regione, ci siamo spostati spesso per vedere più cime possibile. Siamo andati anche in Val d’Aosta per sentirci piccoli piccoli davanti al Gran Paradiso. Ma ogni anno torniamo sempre a guardare i sassi rosa, appena capita l’occasione. E le pagine del Diario Montano si riempiono di nuovi sentieri che man mano vengono adattati alla famiglia, perché nel frattempo ci siamo riprodotti, pure.

Ad oggi sono 54 le escursioni annotate sul Diario, così ho pensato di trasformarlo in qualcosa di diverso, qualcosa di più aperto. Questa è la prima pagina del Diario Montano su OcchioCotto, che conterrà le nostre escursioni sui sassi rosa, ma anche sui sassi bianchi e verdi di Alpi e Appennini. Spero che possa essere utile a qualcuno che voglia andare a vederli da vicino.

IMPORTANTE

Non sono una guida alpina e nemmeno una guida escursionistica per principianti. Non lo faccio di lavoro, non porto in giro nessuno a pagamento né ho intenzione di farlo in futuro. Questi sono solo i miei appunti di viaggio, conditi con qualche foto e qualche precisazione su tempistiche e info di servizio. C’è anche una piccola legenda con alcune informazioni utili, più che altro perché non voglio essere fraintesa mentre parlo di cose che per me sono normali ma che magari non sono così ovvie per chi non frequenta spesso la montagna. Leggete tutto come si legge un diario. E scrivetemi se avete dubbi e domande o se c’è qualcosa di poco chiaro.

Perché OcchioCotto?

In realtà per nessuna ragione: mi serviva un nome abbastanza riconoscibile e ho pescato nel meraviglioso mondo dell’ornitologia che da sempre mi affascina. Ecco quindi a voi la bestiola che ha ispirato nome e logo del blog.

Occhiocotto (Sylvia melanocephala) Di Andreas Trepte - Opera propria, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6530319
Di Andreas Trepte - Opera propria, CC BY-SA 2.5

L’Occhiocotto (Sylvia melanocephala) è un piccolo silvide presente nel bacino mediterraneo e quindi anche in Italia in buona quantità. È grande poco meno di un passero ed il maschio si presenta con quest’inquietante escrescenza rossa attorno all’occhio. Carino vero? E poi non so, quel nome mi evoca subito l’immagine di chi resta una giornata davanti alla tv a fare la binge watching di Breaking Bad oppure passa 14 ore al computer a giocare a CivilisationVI: ho percepito affinità. Se volete saperne di più, correte a documentarvi sui silvidi!

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